I taccuini di Tarrou – 204

Proust ha la straordinaria capacità di rimediare ad una delle verità più amare della vita: la realtà non è mai all’altezza dell’uomo, per quanto siano modeste le sue aspirazioni. Proust ricrea da zero la propria vita, la propria storia, creandone una nuova non meno rilevante della prima, anzi. È questa la grandezza della Recherche, in cui l’arte trova una delle sue massime espressioni. Proust è l’autore che meglio di ogni altro, nella storia della letteratura, incarna la figura, dai tratti mitici, dello scrittore-creatore, e nella Recherche Dio è assente perché è l’autore a farne le veci. L’autore è Dio. Deluso, ferito dalla realtà, così prosaica e scadente, Proust ne crea una nuova, non meno dolorosa e tragica, ma almeno all’altezza di sé.

Marcel Proust in uno scatto di Otto Wegener del 1895
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Informazioni su Simone Germini

Classe 1989, dopo il diploma di liceo scientifico mi iscrivo alla facoltà di Lettere presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza, dove mi laureo nel luglio del 2015 con la tesi «Figlie della crisi. I personaggi femminili di Heinrich von Kleist», pubblicata sulla rivista «Le rotte - Il porto di Toledo». Sempre presso lo stesso ateneo, nel settembre del 2017, conseguo la laurea magistrale in Filologia Moderna, con la tesi «Con le parole guerra alle parole. Linguaggio e scrittura in Carlo Michelstaedter». Dal 2012 al 2018 sono stato caporedattore del blog «Freemaninrealworld». Insieme con Lorenzo Pica, Raffaele Rogaia e Marco Zindato ho fondato il sito iMalpensanti.it. Sul blog «Bazzecole» i maldestri tentativi di scrittura creativa. Per info e contatti simonegermini@yahoo.com.

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