I taccuini di Tarrou – 167

Vivere è morire. Ogni giorno che passiamo su questa povera terra è un passo in più verso la fine. Crediamo di progredire, e invece ci decomponiamo, lentamente, ma inesorabilmente. La morte è immanente alla vita, la costituisce, la orienta e ha senso solamente in relazione alla vita, esiste solo con la vita. Ciò che finisce con la morte non è soltanto né soprattutto la vita, ma la morte stessa. Essere consapevole di ciò, di questa logica spietata e sanguinosa, irrimediabile, è morire due, tre, dieci, cento, mille volte nel corso di una sola esistenza. È morire ogni giorno, e ogni giorno ricominciare a morire, senza fine.

Vincent van Gogh, Teschio con sigaretta accesa
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Informazioni su Simone Germini

Classe 1989, dopo il diploma di liceo scientifico mi iscrivo alla facoltà di Lettere presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza, dove mi laureo nel luglio del 2015 con la tesi «Figlie della crisi. I personaggi femminili di Heinrich von Kleist», pubblicata sulla rivista «Le rotte - Il porto di Toledo». Sempre presso lo stesso ateneo, nel settembre del 2017, conseguo la laurea magistrale in Filologia Moderna, con la tesi «Con le parole guerra alle parole. Linguaggio e scrittura in Carlo Michelstaedter». Dal 2012 al 2018 sono stato caporedattore del blog «Freemaninrealworld». Insieme con Lorenzo Pica, Raffaele Rogaia e Marco Zindato ho fondato il sito iMalpensanti.it. Sul blog «Bazzecole» i maldestri tentativi di scrittura creativa. Per info e contatti simonegermini@yahoo.com.

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