I taccuini di Tarrou – 478 – La condizione umana

L’ultimo giorno di un condannato a morte è un libro grandioso, uno dei più importanti che siano stati scritti. Dovremmo ricordare Hugo anzitutto per quest’opera, non per I miserabiliNotre-Dame de Paris.

La condizione del condannato a morte descritta da Hugo è la condizione umana. Ognuno di noi è l’ignoto condannato di Hugo. Non c’è libertà, non c’è indeterminatezza che possa cambiare la tragica sostanza dell’essere, che possa sovvertire la «sanguinante matematica che regola la nostra condizione», citando Camus. È la morte la sostanza dell’essere. Illudersi del contrario non fa che rendere la fine ancor più dolorosa e drammatica. Dovremmo andare incontro alla morte con il sorriso. Un sorriso triste e arreso, certo, perché gioire della fine è umanamente impossibile, in qualunque caso, anche il più disperato, ma pur sempre un sorriso.

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