I taccuini di Tarrou – 62

Ci sono attimi in cui il peso dell’esistenza diviene davvero schiacciante e allora non si cammina, si striscia. L’essere-in-vita non è più permanenza, non è più resistenza, ma pura sopportazione. In questi istanti terribili, maledetti, che ogni uomo, per quanto inconsapevole, conosce, o quantomeno intuisce, la tentazione di abbandonare tutto e andarsene è così forte, così seducente da sembrare la più naturale del mondo. Il problema è che di questi attimi non si fa tesoro, ma si rimuovono in fretta, troppo in fretta e tutto torna come prima, come se niente fosse stato. Su questi attimi terribili dovremmo fondare la ribellione contro noi stessi, contro il nostro mondo e i suoi pregiudizi, i suoi luoghi comuni, ma la rimozione, uno dei principali e peggiori mali del nostro tempo, ha sempre la meglio. È di ciò che rimuoviamo, perché ci fa paura, perché sgretola dalle fondamenta le nostre fragili, illusorie, inutili vite, che dovremmo avere maggiore memoria, per trovare nella morte la pace.

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Informazioni su Simone Germini

Classe 1989, dopo il diploma di liceo scientifico mi iscrivo alla facoltà di Lettere presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza, dove mi laureo nel luglio del 2015 con la tesi «Figlie della crisi. I personaggi femminili di Heinrich von Kleist», pubblicata sulla rivista «Le rotte - Il porto di Toledo». Sempre presso lo stesso ateneo, nel settembre del 2017, conseguo la laurea magistrale in Filologia Moderna, con la tesi «Con le parole guerra alle parole. Linguaggio e scrittura in Carlo Michelstaedter». Dal 2012 al 2018 sono stato caporedattore del blog «Freemaninrealworld». Insieme con Lorenzo Pica, Raffaele Rogaia e Marco Zindato ho fondato il sito iMalpensanti.it. Sul blog «Bazzecole» i maldestri tentativi di scrittura creativa. Per info e contatti simonegermini@yahoo.com.

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