I taccuini di Tarrou – 41

Tutto ha inizio dalla percezione del dolore. È la percezione del dolore, più o meno acuta, oppure del tutto assente, a determinare il percorso spirituale dell’uomo (in sua assenza non c’è spirito, ma soltanto un barbaro istinto di conservazione e di appagamento dei bisogni più elementari e meschini), sin dall’infanzia. Quanto più essa è sviluppata, radicata, profonda, tanto più l’individuo sviluppa quel sentimento del tragico che lo porta a considerare la vita per quello che effettivamente è: un dramma senza soluzione. Allora è naturale che il suicidio s’imponga come l’unica opportunità a disposizione dell’uomo per porre fine, di sua spontanea volontà, alla propria tragedia, che è la tragedia di tutti, in ogni tempo e in ogni luogo, in ogni condizione sociale, ma che egli percepisce più acutamente degli altri.

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Informazioni su Simone Germini

Classe 1989, dopo il diploma di liceo scientifico mi iscrivo alla facoltà di Lettere presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza, dove mi laureo nel luglio del 2015 con la tesi «Figlie della crisi. I personaggi femminili di Heinrich von Kleist», pubblicata sulla rivista «Le rotte - Il porto di Toledo». Sempre presso lo stesso ateneo, nel settembre del 2017, conseguo la laurea magistrale in Filologia Moderna, con la tesi «Con le parole guerra alle parole. Linguaggio e scrittura in Carlo Michelstaedter». Dal 2012 al 2018 sono stato caporedattore del blog «Freemaninrealworld». Insieme con Lorenzo Pica, Raffaele Rogaia e Marco Zindato ho fondato il sito iMalpensanti.it. Sul blog «Bazzecole» i maldestri tentativi di scrittura creativa. Per info e contatti simonegermini@yahoo.com.

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