I taccuini di Tarrou – 40

Non c’è libertà e pace nell’annientamento di sé senza una ferma volontà di morire. In questo senso, non sono molti i suicidi che manifestano una decisa, autentica volontà e consapevolezza di distruzione. Il più delle volte il suicidio risponde a una temporanea necessità di oblio, non a una irreversibile necessità di annientamento. Ci si uccide insomma non per scelta, non perché il proprio percorso spirituale prevede infine la distruzione di sé, ma per disperazione, per una mortale spossatezza. In questi casi uccidersi è come mettersi a dormire.

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Informazioni su Simone Germini

Classe 1989, dopo il diploma di liceo scientifico mi iscrivo alla facoltà di Lettere presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza, dove mi laureo nel luglio del 2015 con la tesi «Figlie della crisi. I personaggi femminili di Heinrich von Kleist», pubblicata sulla rivista «Le rotte - Il porto di Toledo». Sempre presso lo stesso ateneo, nel settembre del 2017, conseguo la laurea magistrale in Filologia Moderna, con la tesi «Con le parole guerra alle parole. Linguaggio e scrittura in Carlo Michelstaedter». Dal 2012 al 2018 sono stato caporedattore del blog «Freemaninrealworld». Insieme con Lorenzo Pica, Raffaele Rogaia e Marco Zindato ho fondato il sito iMalpensanti.it. Sul blog «Bazzecole» i maldestri tentativi di scrittura creativa. Per info e contatti simonegermini@yahoo.com.

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