I taccuini di Tarrou – 31

L’individuo che intende togliersi la vita con piena consapevolezza, per il quale il suicidio non è una scelta improvvisa, estemporanea e disperata, di cui pentirsi se ci fosse la possibilità, ma un dovere morale, il risultato di una lucida, spietata analisi di se stesso e della vita, deve prima, necessariamente, a meno che non si trovi in una condizione di perfetta solitudine, uccidersi interiormente, strappare tutti i legami affettivi che lo imprigionano. È inevitabile. Senza questo preventivo, propedeutico suicidio interiore, il suicidio fisico non sarà mai una decisione consapevole e libera. Per fare ciò è necessario percorrere una strada opposta rispetto all’egoismo, come si potrebbe superficialmente credere, ovvero la strada del completo annientamento dell’io, che conduce a una dimensione esistenziale elementare, simile a quella delle piante.

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Informazioni su Simone Germini

Classe 1989, dopo il diploma di liceo scientifico mi iscrivo alla facoltà di Lettere presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza, dove mi laureo nel luglio del 2015 con la tesi «Figlie della crisi. I personaggi femminili di Heinrich von Kleist», pubblicata sulla rivista «Le rotte - Il porto di Toledo». Sempre presso lo stesso ateneo, nel settembre del 2017, conseguo la laurea magistrale in Filologia Moderna, con la tesi «Con le parole guerra alle parole. Linguaggio e scrittura in Carlo Michelstaedter». Dal 2012 al 2018 sono stato caporedattore del blog «Freemaninrealworld». Insieme con Lorenzo Pica, Raffaele Rogaia e Marco Zindato ho fondato il sito iMalpensanti.it. Sul blog «Bazzecole» i maldestri tentativi di scrittura creativa. Per info e contatti simonegermini@yahoo.com.

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