I taccuini di Tarrou – 281

Secondo la «sanguinante matematica che regola la nostra condizione», come scrive Camus, siamo tutti condannati a morte, d’accordo, ma ciò non significa che il nostro stato sia terribile tanto quanto quello del condannato a morte dalla legge. Noi possiamo contare su continui rinvii (ogni giorno, dal giorno della nascita, è, di fatto, un rinvio), il condannato legale no: egli conosce il giorno e l’ora della propria morte ed è spaventoso. L’indeterminatezza rende il destino mortale meno amaro.

La stessa cosa vale per il concetto di agonia. In quanto esseri destinati a morire, siamo tutti degli agonizzanti, come scrive Cioran, ma la nostra indeterminata, prolungata, dilatata nei decenni agonia, è decisamente meno spaventosa di quella del condannato a morte, concentrata tutta in poche settimane. La legge è più terribile dell’ontologia. L’uomo è riuscito nella diabolica impresa di rendere la sua condizione, di per sé necessariamente sanguinante e disperata, ancor più feroce e violenta: chapeau. Eccola qui tutta la sua celebrata grandezza…

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Informazioni su Simone Germini

Classe 1989, dopo il diploma di liceo scientifico mi iscrivo alla facoltà di Lettere presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza, dove mi laureo nel luglio del 2015 con la tesi «Figlie della crisi. I personaggi femminili di Heinrich von Kleist», pubblicata sulla rivista «Le rotte - Il porto di Toledo». Sempre presso lo stesso ateneo, nel settembre del 2017, conseguo la laurea magistrale in Filologia Moderna, con la tesi «Con le parole guerra alle parole. Linguaggio e scrittura in Carlo Michelstaedter». Dal 2012 al 2018 sono stato caporedattore del blog «Freemaninrealworld». Insieme con Lorenzo Pica, Raffaele Rogaia e Marco Zindato ho fondato il sito iMalpensanti.it. Sul blog «Bazzecole» i maldestri tentativi di scrittura creativa. Per info e contatti simonegermini@yahoo.com.

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