I taccuini di Tarrou – 276

Secondo il significato attribuito tradizionalmente dalla critica alla definizione di uomo superfluo, legato al contesto storico-sociale russo dell’Ottocento, all’uomo superfluo, che ha avuto contatti frequenti con l’Occidente, che ha conosciuto Parigi, letto gli illuministi, frequentato le lezioni dei filosofi tedeschi e ha la testa e lo spirito pieni d’ideali come la libertà, l’eguaglianza, la fratellanza, dopo aver provato dolorosamente sulla propria pelle che in Russia, dove c’è ancora la servitù della gleba e tiranneggia incontrastato lo zar, Nicola I, le sue conoscenze e i suoi ideali non servono a niente, sono lettera morta, non resta altro da fare che servire oppure ritirarsi in campagna e non dare fastidio. Al termine degli studi mi sono ritrovato al medesimo bivio e ho deciso di non servire: non serviam, come Dedalus, e va benissimo così, i rimpianti non sono altro che inevitabili effetti collaterali. Mi dispiace soltanto di non essere riuscito a farlo capire ai miei cari.

Io non sono un uomo di questo tempo.

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Informazioni su Simone Germini

Classe 1989, dopo il diploma di liceo scientifico mi iscrivo alla facoltà di Lettere presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza, dove mi laureo nel luglio del 2015 con la tesi «Figlie della crisi. I personaggi femminili di Heinrich von Kleist», pubblicata sulla rivista «Le rotte - Il porto di Toledo». Sempre presso lo stesso ateneo, nel settembre del 2017, conseguo la laurea magistrale in Filologia Moderna, con la tesi «Con le parole guerra alle parole. Linguaggio e scrittura in Carlo Michelstaedter». Dal 2012 al 2018 sono stato caporedattore del blog «Freemaninrealworld». Insieme con Lorenzo Pica, Raffaele Rogaia e Marco Zindato ho fondato il sito iMalpensanti.it. Sul blog «Bazzecole» i maldestri tentativi di scrittura creativa. Per info e contatti simonegermini@yahoo.com.

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