I taccuini di Tarrou – 273

«Ma io?», si domanda infine Čulkaturin, dopo aver raccontato la sua triste storia, «Io perché mai mi sono impicciato? Quinta ruota del carro che non sono altro!». Ecco, in tutto ciò che fa l’uomo superfluo si impiccia; la sua presenza non è richiesta, non è necessaria, tanto da far apparire la sua nascita un errore. La sua esistenza non è prevista nell’ordine naturale delle cose e la vita sgretola tutte le sue aspettative, tutti i suoi sogni, vanifica tutti i suoi tentativi di sovvertire il proprio destino, che è quello tristissimo di morire solo, irrimediabilmente, disperatamente solo.

I taccuini di Tarrou , , , , ,

Informazioni su Simone Germini

Classe 1989, dopo il diploma di liceo scientifico mi iscrivo alla facoltà di Lettere presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza, dove mi laureo nel luglio del 2015 con la tesi «Figlie della crisi. I personaggi femminili di Heinrich von Kleist», pubblicata sulla rivista «Le rotte - Il porto di Toledo». Sempre presso lo stesso ateneo, nel settembre del 2017, conseguo la laurea magistrale in Filologia Moderna, con la tesi «Con le parole guerra alle parole. Linguaggio e scrittura in Carlo Michelstaedter». Dal 2012 al 2018 sono stato caporedattore del blog «Freemaninrealworld». Insieme con Lorenzo Pica, Raffaele Rogaia e Marco Zindato ho fondato il sito iMalpensanti.it. Sul blog «Bazzecole» i maldestri tentativi di scrittura creativa. Per info e contatti simonegermini@yahoo.com.

Precedente I taccuini di Tarrou - 272 Successivo I taccuini di Tarrou - 274

Lascia un commento