I taccuini di Tarrou – 247

A volte ho la tentazione di tornare da Cristina, di passare almeno un’altra ora in sua compagnia, di godere ancora una volta della sua presenza, della sua bellezza. Poi però mi ricordo di ciò che non c’è mai stato durante i nostri incontri e che mai potrebbe esserci, non per mia volontà naturalmente: la tenerezza e il calore di un rapporto autentico, disinteressato, desiderato da entrambi; i baci, senza i quali un rapporto carnale è un rapporto mutilato, mediocre, freddo, distaccato. Ricordo questo vuoto incolmabile, insuperabile, questa distanza che in ogni incontro ho tentato invano di annullare, ricorrendo a tutte le armi a mia disposizione, e la tentazione svanisce. Per acquisire credibilità agli occhi di Cristina, per conquistare la sua fiducia, dovrei forse recarmi da lei senza chiedere ciò che le chiedono tutti gli altri uomini, un semplice rapporto sessuale, ma la sua sola vicinanza, la sua sola compagnia. Potrei farlo, eppure qualcosa mi frena. Che cosa esattamente? La paura – credo – che neppure un simile contegno, una simile manifestazione di disinteresse fisico servirebbe a qualcosa. Cristina, purtroppo, non è una cura, non può e non vuole essere una cura. Il problema è che per me nessun essere umano può esserlo, se non lo è stata neppure Lei, l’unica che abbia compreso, accettato e persino apprezzato la mia natura, la mia terribile unicità. Se neppure Lei mi ha salvato, vuol dire che non c’è salvezza per me in questo mondo, e che la mia vita non può essere altro che un’agonia, una dolorosa attesa della fine, della liberazione.

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Informazioni su Simone Germini

Classe 1989, dopo il diploma di liceo scientifico mi iscrivo alla facoltà di Lettere presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza, dove mi laureo nel luglio del 2015 con la tesi «Figlie della crisi. I personaggi femminili di Heinrich von Kleist», pubblicata sulla rivista «Le rotte - Il porto di Toledo». Sempre presso lo stesso ateneo, nel settembre del 2017, conseguo la laurea magistrale in Filologia Moderna, con la tesi «Con le parole guerra alle parole. Linguaggio e scrittura in Carlo Michelstaedter». Dal 2012 al 2018 sono stato caporedattore del blog «Freemaninrealworld». Insieme con Lorenzo Pica, Raffaele Rogaia e Marco Zindato ho fondato il sito iMalpensanti.it. Sul blog «Bazzecole» i maldestri tentativi di scrittura creativa. Per info e contatti simonegermini@yahoo.com.

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