I taccuini di Tarrou – 242

Da qualche giorno, da quando, involontariamente, mi sono tornate in mente alcune delle sue memorabili parole, alle quali non pensavo più da mesi, il pensiero di Lei non mi addolora più, e credo di poter dire di aver finalmente superato il trauma della nostra separazione, avvenuta ormai quasi un anno fa, di aver elaborato e interiorizzato il lutto. Se prima fuggivo Lei, il suo ricordo, le sue parole, la sua immagine, i suoi oggetti, ora la cerco, e non devo sforzarmi affatto per ritrovarla così com’era prima che mi dicesse addio e che il dolore avvelenasse la sua esistenza. Ho tirato fuori dal cassetto della scrivania il segnalibro-origami che mi regalò quasi due anni fa, e il pensiero che Lei abbia dedicato del tempo alla sua creazione, pensando a me, che lo abbia fatto per me, mi ha suscitato un intimo sentimento di soddisfazione. È stato come stringere tra le mie mani questo piccolo dono per la prima volta.

Lei mi ha certamente dimenticato, mi ha certamente rimosso dal suo cuore e dalla sua memoria, quantomeno quella volontaria, ma ormai non ha più alcuna importanza. Io ricordo, conservo, proteggo quella Lei che un tempo è stata e che è mia, mia solamente, e non perché io me la sia presa, l’abbia rubata, ma perché è stata Lei stessa a donarmela. Quella Lei è tornata dentro di me, accanto a me. In realtà non se n’è mai andata, semplicemente, per evitare di farmi del male, avevo smesso di guardarla. Ora posso dire con relativa sicurezza, di essermi riconciliato con Lei e di aver chiuso per sempre il capitolo più drammatico della mia vita. Ciò non significa che tornerò indietro: tutto ciò che ha suscitato la nostra separazione, ovvero la mia morte spirituale, non si può cancellare e non può cambiare, ma almeno il suo ricordo non sarà più fonte di dolore. In fondo in questa storia, la nostra storia, mi sono sopravvalutato: nella sua vita sono stato soltanto un intruso che ha ricevuto da Lei molto più di quanto meritasse.

Tra di noi esisteva un’autentica affinità elettiva e non è una mia fantasia, ci sono le nostre parole a dimostrarlo. Semplicemente la vita, o meglio, il caso, ci ha fatto incontrare troppo tardi, a giochi fatti. Se ci fossimo incontrati quando avremmo dovuto incontrarci, la mia vita sarebbe cambiata radicalmente e anch’io avrei conosciuto momenti di gioia. Senza di Lei ho potuto essere soltanto più o meno infelice.

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Informazioni su Simone Germini

Classe 1989, dopo il diploma di liceo scientifico mi iscrivo alla facoltà di Lettere presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza, dove mi laureo nel luglio del 2015 con la tesi «Figlie della crisi. I personaggi femminili di Heinrich von Kleist», pubblicata sulla rivista «Le rotte - Il porto di Toledo». Sempre presso lo stesso ateneo, nel settembre del 2017, conseguo la laurea magistrale in Filologia Moderna, con la tesi «Con le parole guerra alle parole. Linguaggio e scrittura in Carlo Michelstaedter». Dal 2012 al 2018 sono stato caporedattore del blog «Freemaninrealworld». Insieme con Lorenzo Pica, Raffaele Rogaia e Marco Zindato ho fondato il sito iMalpensanti.it. Sul blog «Bazzecole» i maldestri tentativi di scrittura creativa. Per info e contatti simonegermini@yahoo.com.

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