I taccuini di Tarrou – 233

Orfeo è l’unico responsabile della sua sciagura: al di là delle ragioni, resta la scelta di voltarsi e di perdere Euridice per sempre. Di certo aveva i suoi buoni motivi per farlo. Avrebbe potuto chiedere a Euridice di essere i suoi occhi, di fargli da guida nella risalita verso la luce e la vita, mentre lui si costringeva a una cecità temporanea per non cedere alla tentazione. Euridice avrebbe compreso e accettato, forse persino con gioia, una simile richiesta. Purtroppo in questo mito Euridice ha poca importanza. Le resurrezioni avvengono sempre in due, richiedono la partecipazione attiva di entrambi i componenti della coppia, come mostra il caso di Raskol’nikov e di Sonja, o di Nechljudov e della Maslova. Da soli non si risorge. Mai.

Auguste Rodin, Orfeo ed Euridice
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Informazioni su Simone Germini

Classe 1989, dopo il diploma di liceo scientifico mi iscrivo alla facoltà di Lettere presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza, dove mi laureo nel luglio del 2015 con la tesi «Figlie della crisi. I personaggi femminili di Heinrich von Kleist», pubblicata sulla rivista «Le rotte - Il porto di Toledo». Sempre presso lo stesso ateneo, nel settembre del 2017, conseguo la laurea magistrale in Filologia Moderna, con la tesi «Con le parole guerra alle parole. Linguaggio e scrittura in Carlo Michelstaedter». Dal 2012 al 2018 sono stato caporedattore del blog «Freemaninrealworld». Insieme con Lorenzo Pica, Raffaele Rogaia e Marco Zindato ho fondato il sito iMalpensanti.it. Sul blog «Bazzecole» i maldestri tentativi di scrittura creativa. Per info e contatti simonegermini@yahoo.com.

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