I taccuini di Tarrou – 2

Verso la povertà, la sopravvivenza stentata, a denti stretti, la rinuncia provo un’attrazione talvolta irresistibile. Vorrei non avere nulla, per sfuggire finalmente alla piaga dell’opulenza, dell’abbondanza, del fantomatico benessere capitalistico, dello sperpero e recuperare concretamente, fisicamente una dimensione esistenziale essenziale. Come mio solito, estremizzo. Non c’è niente di santo nel mio desiderio di povertà, ma disgusto per questo mondo, che ti costringe ad essere povero per essere libero. Basta uno stipendio fisso, per quanto modesto, per diventare schiavo. Lavoro retribuito è servitù, sempre. Lavorare per lavorare, senza ricevere nulla in cambio, è lavorare liberamente, come scrivere per scrivere, senza pubblicare, è scrivere liberamente. L’inutilità libera.

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Informazioni su Simone Germini

Classe 1989, dopo il diploma di liceo scientifico mi iscrivo alla facoltà di Lettere presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza, dove mi laureo nel luglio del 2015 con la tesi «Figlie della crisi. I personaggi femminili di Heinrich von Kleist», pubblicata sulla rivista «Le rotte - Il porto di Toledo». Sempre presso lo stesso ateneo, nel settembre del 2017, conseguo la laurea magistrale in Filologia Moderna, con la tesi «Con le parole guerra alle parole. Linguaggio e scrittura in Carlo Michelstaedter». Dal 2012 al 2018 sono stato caporedattore del blog «Freemaninrealworld». Insieme con Lorenzo Pica, Raffaele Rogaia e Marco Zindato ho fondato il sito iMalpensanti.it. Sul blog «Bazzecole» i maldestri tentativi di scrittura creativa. Per info e contatti simonegermini@yahoo.com.

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