I taccuini di Tarrou – 19

Spesso l’immobilismo, interpretato dall’esterno come un sintomo di debolezza, di negligenza, di nullafacenza, è in realtà una scelta individuale, coerente con la propria natura, una scelta feroce e drammatica, che rivela un’acuta percezione di se stessi e del proprio ruolo, o meglio, non-ruolo nel mondo. Scuotere Oblomov non serve a niente, è un esercizio egoistico, inutile, fine a se stesso, che rivela tutta la propria incapacità di comprendere l’altro, e non porta mai a qualcosa di buono, di positivo, anzi, approfondisce, aggrava ancor di più il dramma esistenziale dell’immobile. Provereste mai a convincere un monaco a lasciare il monastero, la tunica e tornare uomo tra gli uomini? Il problema è che sono proprio i cari, gli affetti stretti a non comprendere per primi tutto questo, a non accettare che il loro figlio, il loro fratello, il loro amico non sia come loro, ma qualcosa di diverso, di molto più profondo, complesso, abissale, insondabile.

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Informazioni su Simone Germini

Classe 1989, dopo il diploma di liceo scientifico mi iscrivo alla facoltà di Lettere presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza, dove mi laureo nel luglio del 2015 con la tesi «Figlie della crisi. I personaggi femminili di Heinrich von Kleist», pubblicata sulla rivista «Le rotte - Il porto di Toledo». Sempre presso lo stesso ateneo, nel settembre del 2017, conseguo la laurea magistrale in Filologia Moderna, con la tesi «Con le parole guerra alle parole. Linguaggio e scrittura in Carlo Michelstaedter». Dal 2012 al 2018 sono stato caporedattore del blog «Freemaninrealworld». Insieme con Lorenzo Pica, Raffaele Rogaia e Marco Zindato ho fondato il sito iMalpensanti.it. Sul blog «Bazzecole» i maldestri tentativi di scrittura creativa. Per info e contatti simonegermini@yahoo.com.

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